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Le Iene – Viviani: Il cellulare fa male? – video puntata del 3 febbraio 2013

Nella puntata de "Le Iene" del 3 febbraio Matteo Viviani si occupa di una questione che va avanti da parecchi anni: i possibili danni causati da un uso intensivo del telefono cellulare.

4 febbraio, 2013 by Pasquale Amato in Le Iene con 0 Commenti

Matteo Viviani si reca quindi dal dottor Morando Soffritti, il Direttore Scientifico della “Fondazione B. Ramazzini”, un istituto per la ricerca sul cancro, per scoprire qualcosa in più sulle onde elettromagnetiche, le onde emesse dall’antenna dei telefoni cellulari mentre si effettua o si riceve una telefonata. A differenza delle onde elettromagnetiche ionizzanti, le onde radioattive emesse dalla bomba atomica e che sono sicuramente nocive per la salute umana, sulle onde elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari ci sono ancora molti dubbi.

Alcuni negano ancora che l’utilizzo prolungato del cellulare possa causare cancri o tumori, ma Matteo Viviani incontra Innocente Marcolini, che per 11 anni ha lavorato per 4-5 ore al giorno con il telefono cellulare. Un mattino mentre il signor Marcolini si faceva la barba ha avvertito un formicolio sotto al mento, decidendo così di recarsi in ospedale per fare dei controlli e scoprendo poi di avere un neurinoma. Dopo aver scoperto questo cancro, Marcolini ha deciso di operarsi per effettuare un’asportazione del tumore. Nonostante ciò dopo qualche mese dall’operazione Marcolini torna ad avere dolori su tutto il corpo.

Per verificare gli effetti dell’utilizzo prolungato del telefono cellulare Matteo Viviani decide di farsi riprendere con una termocamera mentre effettua una telefonata. Il picco più alto di calore viene rilevato dopo una ventina di minuti, ma alcuni effetti sono già visibili dopo circa 5-6 minuti. Marcolini effettua una denuncia all’Inail in quanto è convinto che il tumore è stato utilizzato dalle onde elettromagnetiche del cellulare. La sentenza della corte di Brescia gli da ragione dopo vari ricorsi, ma questo resta un caso isolato nonostante le ricerche sulle radiazioni esistono da più di venti anni. Viviani si reca quindi all‘ospedale Gemelli di Roma per intervistare il prof. Paolo Maria Rossini, Direttore di Neurologia presso l’Università Cattolica Policlinico A. Gemelli, che ha inventato uno strumento per misurare la propagazione delle onde elettromagnetiche nel cervello umano di un adulto. Secondo le ricerche più una persona è giovane e più il suo cervello è influenzabile dalle onde elettromagnetiche, contribuendo alla nascita di un tumore. Questi dati sono in contrasto con la ricerca Interphone che ha coinvolto 13 Paesi e circa 13.000 persone per un costo totale di 19 milioni di euro ma che non ha dato comunque una risposta definitiva.


Nel 2011 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha preso una posizione ufficiale classificando i campi elettromagnetici ad alta frequenza, come quelli emessi dai cellulari, come dannosi per la salute.
Il Dott. Alfio Turco è il direttore di un’azienda che analizza i campi elettromagnetici ed insieme a Matteo Viviani viene effettuato un test per verificare proprio l’intensità dei cellulari. Il test viene effettuato sia in un luogo aperto che in una macchina, e si scopre che chiamare in auto è più pericoloso perché la carrozzeria tende a riflettere le onde elettromagnetiche, soprattutto se l’automobile è in movimento. Per ridurre la radiazione elettromagnetica viene consigliato l’uso del vivavoce o di un auricolare.

Per vedere il video clicca qui

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