Durante la puntata del 11/04/2012, lo show Le Iene ha trasmesso un servizio che evidenzia la difficile situazione dei sindaci nei comuni calabresi, a causa delle minacce della 'ndrangheta.
L’inviato Pablo Trincia si è recato in Calabria per intervistare degli ex sindaci costretti a dimettersi per delle violenze, fisiche e psicologiche subite, un sindaco in carica e il procuratore aggiunto di Reggio Calabria.
La iena Trincia comincia le sue interviste con Maria Lanzetta, ex sindaco di Monasterace: piccolo comune nei pressi della costa ionica.
Dopo aver amministrato Monasterace per sei anni, Maria Lanzetta, a inizio aprile, ha deciso di dimettersi a causa delle continue intimidazioni subite dalla ‘ndrangheta, tra cui l’incendio e la distruzione della sua farmacia il 26 giugno 2011 e, qualche giorno prima delle dimissioni, dei colpi di pistola sparati contro la sua macchina.
In seguito, Trincia raccoglie la testimonianza di Antonio Bisignani, ex primo cittadino di Sant’Agata di Esaro, paese in provincia di Cosenza. Bisignani si dimise per delle terribili minacce e, soprattutto, per un attentato subito (una coltellata al fianco).
Nonostante le intimidazioni subite e la difficile situazione in cui versano, alcuni sindaci decidono di non mollare. È il caso del sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi, costretta dalla criminalità a vivere sotto scorta.
Infine, Trincia si rivolge a un esperto di criminalità calabrese, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Antonio Gratteri, per avere delle spiegazioni sulla drammatica condizione di lavoro dei sindaci calabresi. Secondo Gratteri, le minacce operate dalla ‘ndrangheta esprimono degli interessi economici malavitosi ostacolati dagli amministratori.
Tag: 'ndrangheta, Pablo Trincia
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